La fotografia documentaria si pone tradizionalmente come uno strumento di registrazione della realtà, ma la sua natura intrinsecamente interpretativa la trasforma in un dispositivo di costruzione di senso. Il corso esplora le potenzialità documentative del medium fotografico non come oggettive, ma come co-partecipative e co-creative rispetto alla realtà che rappresenta, interrogando il concetto stesso di verità nell'immagine. Attraverso un approccio che intreccia teoria e pratica, il corso si concentra sulle implicazioni estetiche, politiche e filosofiche della documentazione fotografica, ampliando la riflessione sulla fotografia come strumento di narrazione, interpretazione e attivazione critica del visibile.
Gli obiettivi del corso sono molteplici: esplorare il potere documentativo della lente fotografica come spazio di costruzione di senso e di comunicazione, analizzando la capacità della fotografia di esprimere stati della materia, del corpo e dell'azione altrimenti impossibili da percepire o catturare. La fotografia, in questo senso, diventa un dispositivo capace di materializzare l'invisibile, di rendere immanente ciò che è effimero o transitorio. Attraverso un approccio interdisciplinare, il corso stimola una comprensione critica della fotografia documentaria che sfida i paradigmi tradizionali di realismo e oggettività, ponendo al centro la fotografia come pratica di investigazione, costruzione di narrazioni e ridefinizione delle modalità di rappresentazione.
Il corso si suddivide in moduli che affrontano differenti declinazioni della documentazione fotografica. Verranno analizzati autori e pratiche che mettono al centro la documentazione come espressione tecnica e autoriale, come Ugo Mulas, Guido Guidi, Bernd e Hilla Becher, Sophie Ristelhueber, Sophie Calle e molti altri. Si esplorerà il ready-made fotografico, in cui le strutture e i codici dell'immagine conferiscono all'oggetto qualità superiori a quelle della sua stessa realtà contingente. Un focus specifico sarà dedicato alla documentazione fotografica al servizio di pratiche effimere, come la performance, esaminando la fotografia non solo come testimone, ma come attore della pratica artistica. Verrà inoltre approfondito il ruolo della documentazione nella costruzione di storie immaginate e fittizie attraverso la pratica della counternarrative e della fabulazione critica e speculativa. Infine, il corso analizzerà la documentazione di opere, installazioni e mostre come pratica essenziale per la presentazione del proprio portfolio autoriale in un contesto professionale e contemporaneo.
Una dispensa bibliografica sarà messa a disposizione degli studenti a cura della docente, con parte dei testi sotto elencati.