a cura di professori Maria Paola Scialdone, Mauro Cicarè e Marino Neri
14 maggio Polo culturale San Rocco di Macerata
Giovedì 14 maggio al Polo culturale San Rocco di Macerata l’inaugurazione della mostra nata dalla collaborazione tra Università e Accademia di Belle Arti
Che volto può avere la poesia? A questa domanda prova a rispondere la mostra “Il volto della poesia”, che sarà inaugurata giovedì 14 maggio alle ore 18 al Polo culturale San Rocco di Macerata organizzata da Università e Accademia di Belle Arti di Macerata insieme al Comune in collaborazione con Castelvecchi. Un progetto che intreccia parole e immagini, mettendo in dialogo letteratura e arti visive attraverso la figura della poetessa ebrea tedesca Gertrud Kolmar.
L’esposizione nasce da un percorso didattico condiviso tra l’Università di Macerata e l’Accademia di Belle Arti, sviluppato in modalità di co-teaching, cioè con insegnamenti integrati tra più docenti e discipline. Al centro, il lavoro degli studenti e delle studentesse dei corsi di lingua e traduzione tedesca e di fumetto e illustrazione, chiamati a confrontarsi con un’operazione complessa: tradurre la poesia in immagini, secondo i principi della traduzione intersemiotica, che trasferisce contenuti da un linguaggio espressivo a un altro.
I pannelli in mostra restituiscono una rilettura visiva della vita e di alcune liriche di Kolmar, autrice tra le più intense del Novecento europeo, la cui opera si distingue per la forza simbolica e la ricchezza immaginativa. Le sue poesie, attraversate da una forte dimensione visiva, diventano così materia viva per una reinterpretazione grafica contemporanea, capace di aprire nuovi sguardi sul testo poetico.
Il progetto consolida una collaborazione già avviata tra le due istituzioni, che negli anni precedenti aveva coinvolto anche la figura di Franz Kafka, e conferma l’attenzione verso pratiche didattiche innovative e interdisciplinari. Un lavoro corale che ha visto impegnati decine di studenti e studentesse dei corsi di fumetto e illustrazione dell’Accademia, insieme agli studenti del corso magistrale in Lingue dell’Università.
La mostra è curata dai professori Maria Paola Scialdone, Mauro Cicarè e Marino Neri, con allestimento di Tommaso Moretti, e rappresenta un’occasione aperta alla città per avvicinarsi alla poesia attraverso linguaggi accessibili e contemporanei, in cui parola e immagine si incontrano e si trasformano reciprocamente.